Surfcasting – Una pesca per l’inverno – Il Grongo

grongo
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Surfcasting – Una pesca per l’inverno – Il Grongo

A cura della Redazione di GlobalFishing magazine

Il serpentone della spiaggia è lui il signore delle tenebre. Ingiustamente bistrattato, e considerato una preda di ripiego, rappresenta invece una bella sfida per il surf caster, specie se di mole importante. Il suo valore agonistico non è secondo a nessuno, ed anche a tavola, fa una degna figura nonostante l’aspetto.

HABITAT ED ABITUDINI

Dove c’è roccia, davanti ad un litorale sabbioso, c’è il grongo. Di giorno preferisce poltrire nella sua sicura tana, mentre di notte si trasforma in un temibile cacciatore, e non disdegna di fare lo spazzino del fondo. Col calar del sole inizia l’accostamento a riva e vi rimane per svariate ore, specie se nei pressi c’è la foce di un fiume ad intorbidire l’acqua ed a richiamare minutaglia. In natura non ha molti nemici.

 

spiaggia a grana grossa

 

Le tenebre avanzano, una spiaggia a grana grossa, un fondale ricco di formazioni rocciose: un vero hot spot per il grongo ….

La sua bocca possente e dura, è armata di piccoli denti con cui ghermisce la preda. Per dilaniare una carogna o una preda di taglia, una volta addentata effettua delle torsioni su se stesso per strappare i pezzi di carne. La ricerca del cibo viene fatta più con l’olfatto, che con la vista. Arriva fino al sottoriva; la zona migliore per insidiarlo va dai 40 mt agli 80 mt. Una sua caratteristica è quella di possedere una coda in grado di farlo insabbiare velocemente; infatti appena allamato bisogna recuperare subito ed in modo costante; altrimenti si arrocca sul fondo. Preferisce la condizione di mare calmo o poco mosso. Sicuramente le fredde notti sono sue alleate. Quando il termometro arriva ai 5 gradi e c’è un simpatico vento da nord, l’incontro si fa più che possibile!

TRAVI E TERMINALI

pescato in mare

 

I calamenti devono essere essenziali e con un solo bracciolo; questo perché useremo esche corpose e di un certo peso. Il grongo viene insidiato sia con piombo scorrevole, che fisso. La nostra preferenza, come al solito, va al fisso, per la convinzione della efficienza dell’auto-ferrata. Lo short basso od un minitrave sono le soluzioni più indicate. Il bracciolo deve essere lungo dagli 80 cm al 1,50 mt. Il suo diametro varia dallo 0,35 allo 0,50; a volte per esemplari XXL è necessario mettere circa 20 cm di treccia d’acciaio da 30 lb. Il filo nel mulinello deve avere un buon carico di rottura, perché una volta allamato il grongo tende ad impuntarsi parecchio, con una forte resistenza passiva; per tale motivo va bene anche uno 0,35 mm. Gli ami possono essere sia del tipo Aberdeen, che beak. Dovranno avere punta affilata chimicamente ed essere a filo medio-grosso, altrimenti possono aprirsi sotto le sfuriate di un peso massimo.

ESCHE

terminali per grongo

 

Le esche principali sono il filetto di sardina ed il trancio di calamaro. Il filetto, può essere flotterato o rovesciato; mentre il trancio, può essere usato da solo o in un misto col filetto. Catture sono effettuabili anche con fasolare, americano, verme di Rimini ed altri anellidi o bivalvi. Alcuni pescatori sostengono, che aggiungere all’esca delle perline fosforescenti possa portare qualche vantaggio; ogni pescatore ha le sue convinzioni e provare non ha controindicazioni. Sebbene le esperienze dirette non abbiano premiato le soluzioni “luminose”.

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